CAGLIARI – “Ad Alghero il 15% dei collegamenti in meno. A Olbia i voli dimezzati. A Cagliari, invece, più frequenze per Malpensa e Venezia e una nuova rotta per Forlì. I tagli colpiscono i due aeroporti a gestione privata, mentre quello a guida pubblica rafforza i collegamenti. Che fine ha fatto il maggior potere contrattuale delle gestioni aeroportuali guidate dai privati, celebrato per anni come garanzia di più voli e migliori servizi?”, è Antonio Moro, presidente del Psd’Az, ad intervenire sull’ennesimo sgarbo che subisce il Nord Ovest Sardegna e in particolare Alghero dove, nonostante i “record” estivi, appena finisce la bella stagione, rispuntano come fughi i soliti, annosi e irrisolti problemi a partire dall’assenza di una vera e struttura mobilità da e per il “Continente”, a prescindere da Ryanari che, da privato, fa esclusivamente in suoi interessi. Ed è per questo che la privatizzazione dello scalo Riviera del Corallo, a quanto pare, non sta portando i frutti sperati e anzi, viene “spremuto” l’estate e poi l’inverno, il deserto.
“Ryanair indica nella mancata abolizione della tassa d’imbarco la ragione dei tagli. Su questo la responsabilità politica della Giunta Todde e della maggioranza che la sostiene va chiamata per nome: hanno scelto di non cancellare il balzello che pesa sul costo del biglietto e devono risponderne ai sardi.
Ma la tassa riguarda tutti e tre gli scali. Non basta, quindi, richiamarla per spiegare perché nel Nord Sardegna si taglia e a Cagliari si cresce. Questo confronto non dimostra che tutto dipenda dalla proprietà degli aeroporti, ma smentisce le promesse di chi presenta la gestione privata degli scali aeroportuali come una garanzia di efficienza e di successo. Meno propaganda sulle privatizzazioni, più risposte sui collegamenti. Ai sardi non servono nuovi padroni degli aeroporti: servono voli, accessibilità e istituzioni capaci di difendere l’interesse della Sardegna”