“Caso Sanna-Daga, che fine ha fatto la Rete delle Donne?”

CASO ASSESSORA SANNA, BARDINO E ANSINI: “SE LE ACCUSE SARANNO ACCERTATE, SAREBBE UN FATTO DI MISOGINIA E POLITICA MASCHILISTA. LA RETE DELLE DONNE PRENDA POSIZIONE”

La presidente di Azzurro Donna Sassari Lina Bardino e la consigliera metropolitana di Forza Italia Nina Ansini: “Chi ha il compito di difendere i diritti delle donne non può rimanere in silenzio”

ALGHERO, 8 settembre 2026 – “Se le accuse riportate dalla stampa e avanzate dall’assessora Raffaella Sanna nei confronti del collega di Giunta Enrico Daga dovessero trovare conferma e risultare accertate, saremmo davanti a un fatto di estrema gravità, che non potrebbe essere derubricato a semplice conflitto politico o personale. Ci troveremmo di fronte a comportamenti che, per modalità e contenuti, richiederebbero una riflessione seria anche sul piano della misoginia e della cultura politica maschilista”.

A sostenerlo sono Lina Bardino, presidente di Azzurro Donna Provincia di Sassari e consigliera comunale di Forza Italia, e Nina Ansini, consigliera metropolitana e comunale di Forza Italia, che intervengono sulla vicenda che vede coinvolta l’assessora Raffaella Sanna.

“Proprio per questo – sottolineano Bardino e Ansini – ci aspettiamo una presa di posizione chiara e determinata da parte di chi, come la Rete delle Donne, ha tra i propri obiettivi la tutela della dignità, dei diritti e del ruolo delle donne nella società e nelle istituzioni. Se una donna impegnata nelle istituzioni denuncia comportamenti che ritiene vessatori, offensivi e riconducibili al mobbing, non si può far finta di nulla. Occorre ascoltare, approfondire e, se i fatti saranno confermati, stigmatizzarli con assoluta fermezza”.

“Raffaella Sanna – aggiungono – è, a nostro giudizio, un assessore competente e preparato, che ha dimostrato pacatezza, capacità di approfondimento e una visione di prospettiva nell’esercizio del proprio incarico. Proprio per questo riteniamo ancora più importante che possa svolgere il proprio ruolo in un ambiente istituzionale improntato al rispetto reciproco, senza pressioni, intimidazioni o comportamenti che possano limitarne la libertà e l’autonomia”.

“Non intendiamo sostituirci a chi dovrà accertare i fatti – precisano le due esponenti di Forza Italia – e non formuliamo giudizi definitivi su responsabilità che dovranno essere verificate. Ma proprio perché le accuse sono così gravi, riteniamo che chi ha il compito di tutelare le donne non possa restare alla finestra”.

“Una eventuale condotta vessatoria nei confronti di una donna impegnata in politica e nelle istituzioni sarebbe ancora più grave perché rischierebbe di riproporre una cultura nella quale l’affermazione professionale e politica di una donna viene ostacolata, delegittimata o resa più difficile attraverso atteggiamenti e comportamenti che non possono essere accettati”.

“Questi fatti – concludono Bardino e Ansini – non possono passare sotto traccia. Se saranno accertati, dovranno essere denunciati e stigmatizzati con determinazione, non per alimentare una contrapposizione politica, ma per impedire che possano ripetersi. Ci aspettiamo quindi una presa di posizione forte della Rete delle Donne e di tutte le realtà che hanno a cuore la tutela della dignità femminile. La difesa delle donne e della loro piena libertà di esercitare ruoli politici e istituzionali non può essere selettiva né dipendere dall’appartenenza politica”.