Esplode il caso di Ferragosto, “Maxi parcheggio a Punta Giglio nel silenzio totale”

ALGHERO – “In qualità di presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte, ritengo doveroso chiedere piena chiarezza su quanto mi è stato segnalato in queste ore a Punta Giglio, dove sarebbe stata realizzata una nuova e ampia area destinata a parcheggio.
Secondo le segnalazioni ricevute, nell’area sarebbero stati effettuati sbancamenti, interventi sulla vegetazione e sulla macchia mediterranea, movimentazione di materiali, spostamento di pesanti dissuasori in cemento e la realizzazione di un nuovo accesso direttamente sulla strada.
Mi è stato inoltre riferito che il Corpo Forestale sarebbe stato visto sul posto per effettuare rilievi e accertamenti.
Se quanto segnalato dovesse essere confermato, si tratterebbe di una situazione che merita immediati e approfonditi accertamenti, soprattutto considerando il particolare regime di tutela ambientale che interessa Punta Giglio.
Le domande sono semplici e legittime: esiste un progetto? Chi ha autorizzato i lavori? Sono state acquisite tutte le autorizzazioni previste? È stata effettuata, laddove necessaria, la Valutazione di Incidenza Ambientale? Il Parco di Porto Conte è stato preventivamente informato e coinvolto?
Bisogna infatti considerare che l’area ricade all’interno di un Sito di Importanza Comunitaria (SIC), oggi Zona Speciale di Conservazione (ZSC), inserito nella Rete Natura 2000, dove la normativa prevede un livello di tutela particolarmente stringente.
In questo specifico sito sono presenti habitat comunitari di particolare pregio, tra cui gli arbusteti con palma nana, habitat 5330, e le praterie mediterranee ricche di piante erbacee e bulbose, habitat prioritario 6220. Si tratta di elementi ambientali che impongono particolare attenzione a qualsiasi intervento che possa incidere sul suolo, sulla vegetazione e sugli equilibri naturali dell’area.
Non sono contrario agli investimenti, alle attività imprenditoriali o alla valorizzazione turistica del territorio. Al contrario, credo che sviluppo e tutela possano e debbano convivere. Ma gli investimenti privati devono rispettare le norme, i vincoli ambientali e le procedure previste dalla legge.
Nel Parco non possono esistere zone franche, né regole diverse a seconda di chi interviene.
«Un anno fa riflettori accesi, oggi un silenzio che va chiarito»
Non posso inoltre non evidenziare una circostanza.
Appena un anno fa, l’apertura della fascia tagliafuoco alle pendici del compendio forestale di Punta Giglio fu accompagnata da una forte comunicazione pubblica e dal coinvolgimento del Parco di Porto Conte. Quell’intervento aveva consentito anche di creare uno spazio per la sosta, contribuendo a ridurre la presenza pericolosa delle auto lungo la strada.
Oggi, invece, ci troviamo di fronte alla segnalazione della realizzazione di un ulteriore parcheggio senza che, per quanto mi risulta allo stato attuale, vi sia stata analoga informazione pubblica o un preventivo coinvolgimento del Parco.
Non intendo emettere sentenze né sostituirmi agli organi di controllo. Chiedo semplicemente che siano le istituzioni competenti a verificare e chiarire ogni aspetto della vicenda.
Per questo chiederò che vengano accertati:
il titolo in base al quale sono stati eseguiti gli interventi;
l’eventuale progetto;
tutte le autorizzazioni e i nulla osta necessari;
gli eventuali adempimenti ambientali, compresa la Valutazione di Incidenza laddove prevista;
il coinvolgimento e l’informazione del Parco di Porto Conte;
le modalità con cui sono stati effettuati gli interventi sulla vegetazione e sulla macchia mediterranea;
lo spostamento dei dissuasori in cemento;
la realizzazione del nuovo accesso stradale;
la destinazione effettiva e le modalità di utilizzo dell’area adibita a parcheggio.
Se tutto è regolare, sarà sufficiente renderlo chiaro attraverso gli atti, i progetti e le autorizzazioni.
Se, invece, dovessero emergere irregolarità, sarà necessario intervenire e individuare le eventuali responsabilità.
Punta Giglio è un patrimonio ambientale della collettività. La trasparenza non può essere un optional e la tutela dell’ambiente non può essere a geometria variabile.
Come presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte continuerò a svolgere il mio ruolo con serietà e nel solo interesse del territorio e dei cittadini.
Su Punta Giglio chiederò che venga fatta piena luce, senza pregiudizi ma anche senza silenzi”
Christian Mulas
Presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte