ALGHERO – “Nel giro di pochi giorni arrivano tre bocciature pesantissime sulla politica dei trasporti della Giunta Todde. Prima il “contrordine compagni” -per dirla con Guareschi- relativo alla rimozione dell’investimento di 30 milioni di euro destinati all’integrazione dei tre aeroporti sardi. Poi il fallimento del bando per la continuità territoriale e la terza pubblicazione. Ora arriva Ryanair a dire che la riduzione parziale dell’addizionale d’imbarco legiferata ieri è una mezza misura e non basta a rilanciare la connettività della Sardegna». Lo affermano Pietro Pittalis e Marco Tedde, esponenti di Forza Italia, secondo i quali «non siamo davanti a episodi isolati, ma a tre fallimenti ravvicinati che certificano una gestione approssimativa e dannosa del settore dei trasporti da parte della Giunta Todde». «Siamo sempre stati favorevoli all’eliminazione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco – sottolineano gli azzurri – perché ridurre il costo del trasporto aereo è fondamentale per la competitività della Sardegna, per i passeggeri e per la destagionalizzazione. Ma proprio per questo avevamo evidenziato che una misura parziale, frammentata e arrivata tardivamente rischiava di non produrre gli effetti sperati». «Oggi – proseguono– arriva Ryanair a confermarlo in modo inequivocabile demolendo l’iniziativa. La compagnia sostiene che l’abolizione soltanto per alcuni mesi non è sufficiente e chiede l’eliminazione dell’addizionale per tutto l’anno. E mette sul tavolo una proposta che, secondo quanto dichiarato dalla stessa compagnia, vale oltre 2 milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno, quattro nuovi aeromobili, una nuova base nel Nord Sardegna e oltre 900 posti di lavoro». «Al di là delle valutazioni che spettano alla Regione sulla proposta di Ryanair – aggiungono Pittalis e Tedde – un dato politico è evidente: mentre la Sardegna avrebbe bisogno di una strategia aggressiva per recuperare competitività e connettività, la Giunta sceglie una misura parziale che arriva peraltro quando i programmi invernali dei vettori sono già stati definiti». «E i primi effetti sono già sotto gli occhi di tutti. Ryanair annuncia una crescita limitata nel prossimo inverno, mentre la capacità complessiva in Sardegna continuerà a diminuire, con riduzioni ad Alghero e Olbia. È un segnale che la Giunta non può ignorare, soprattutto quando si parla continuamente di destagionalizzazione». «Ma questo è soltanto l’ultimo episodio – continuano gli esponenti azzurri -. Prima abbiamo assistito alla rinuncia dell’investimento di 30 milioni di euro destinati all’integrazione dei tre aeroporti sardi, un’operazione che nella “visione” della Todde avrebbe dovuto rappresentare un passaggio strategico per il sistema aeroportuale regionale. Poi abbiamo avuto il fallimento del bando per la continuità territoriale, con la gara per Alghero-Linate andata deserta per la seconda volta e la necessità di ripartire con una nuova procedura. Ora Ryanair ci dice che anche la misura sull’addizionale è insufficiente e non consente di sbloccare gli investimenti annunciati». «Tre fallimenti nel giro di pochi giorni – insiste Tedde – non possono essere liquidati come semplici contrattempi amministrativi. Sono il sintomo di una gestione politica e amministrativa che non sta funzionando». Secondo gli esponenti di Forza Italia, «la vicenda dell’addizionale dimostra inoltre quanto fosse fondata la nostra denuncia sul vaso di Pandora di problemi ancora aperti: il rapporto con lo Stato e il ristoro del relativo minor gettito, il trasferimento effettivo dei 6,50 euro al passeggero, gli obblighi per i vettori, la misurazione dei risultati e le ricadute sulla continuità territoriale».
«La riduzione e soprattutto l’eliminazione dell’addizionale – precisano Pittalis e Tedde – non è una misura neutra, ma una scelta che produce effetti complessi e che, se non accompagnata da un impianto strutturale, rischia di generare squilibri. Nel caso di Alghero, in particolare, il problema è ancora più evidente: lo scalo del Nord Ovest, già penalizzato da una stagionalità più fragile e da una minore attrattività rispetto ad altri aeroporti, rischia di non beneficiare in modo pieno della misura se questa non è stabile e prevedibile. Le compagnie aeree programmano con largo anticipo le rotte e gli investimenti: una riduzione limitata nel tempo non consente di costruire nuove basi operative né di consolidare collegamenti strategici, con il risultato di lasciare proprio Alghero in una posizione di svantaggio competitivo rispetto ad altri aeroporti del Mediterraneo».
«La Regione ha stanziato 18,2 milioni di euro nel triennio, ma deve spiegare quale risultato concreto intenda ottenere da questo investimento. Se l’obiettivo è aumentare passeggeri, collegamenti e occupazione, bisogna mettere in campo strumenti capaci di produrre questi risultati. E oggi Ryanair ci dice che la misura adottata non è sufficiente». «C’è poi la questione Alghero-Linate – conclude Tedde – che rende il quadro ancora più preoccupante. La proroga ministeriale a ITA scade il 24 ottobre, la riduzione dell’addizionale dovrebbe partire il 1° novembre e il nuovo affidamento, secondo i tempi della procedura, non potrebbe partire prima del 1° febbraio 2027. La Regione deve spiegare cosa accadrà in quei mesi e soprattutto come l’azzeramento inciderà sulla tariffa, sulla compensazione al vettore e sull’equilibrio della nuova gara». «Dopo due anni e mezzo è arrivato il momento di prendere atto che così non si può andare avanti. Questi tre episodi suggeriscono un deciso cambio di marcia, ma suggeriscono soprattutto un cambio all’assessorato dei Trasporti. L’assessore ha dimostrato in questi due anni e mezzo di non essere adeguata alla complessità delle questioni che deve affrontare, né di avere le competenze e l’esperienza necessarie per governare i grandi problemi della mobilità e dei trasporti della Sardegna». «Non è una questione personale – precisano Pittalis e Tedde – ma una questione di responsabilità politica. Quando in un settore strategico come i trasporti si accumulano tre fallimenti di questa portata in pochi giorni, la Giunta deve avere il coraggio di cambiare passo e di cambiare guida. La Sardegna non può permettersi altri due anni e mezzo di approssimazione»