Mediterraneo in guerra: inciviltà

ALGHERO – Grande soddisfazione per il Centro Studi Gradi e gli altri partner coinvolti nell’organizzazione del Convegno Il Mediterraneo tra pace e guerra. L’inciviltà dello scontro (Centro Servizi Culturali Macomer, il Centro di Studi & Politica Giuseppe Toniolo di Alghero, l’Associazione Nino Carrus di Borore e il Glocal University Network con sede a Terracina, l’Amministrazione Comunale di Macomer).

Lo scorso 26 febbraio, un pubblico attento e qualificato ha partecipato con interesse l’evento culturale che da inedite prospettive ha affrontato l’evoluzione dello scenario geopolitico della regione mediterranea, quale centro nevralgico della complessa politica internazionale. Nel primo contributo il prof. Alessandro Ceci, politologo del Ce.A.S. (Centro Alti Studi per la Lotta al Terrorismo e alla Violenza Politica) ha illustrato la sua teoria riguardante le Pcn (Piattaforme Continentali di Nazionalità), le organizzazioni sovrastatuali che inesorabilmente andranno ad aggregare e sostituire gli attuali Stati nazionali (di origine ottocentesca), surrogandone di fatto il principio del governo con quello della governance; le Pcn (Africa Subsahariana, America Latina, Area islamica, Cina, Giappone, India, Russia, Unione Europea, Usa) saranno gli organismi sovrastatuali che nel medio e lungo periodo andranno ad acquisire dagli Stati i monopolii dei trattati commerciali e monetari (gestione dei mercati), della politica di sicurezza e difesa, della politica estera.

Nel secondo contributo il prof. Vanni Lobrano, giurista dell’Università di Sassari, partendo da un’accurata analisi e interpretazione del Diritto Romano, ha illustrato i principii dell’attuale Diritto Internazionale, palesando in maniera chiara e diretta l’uso della forza nella gestione e risoluzione dei conflitti dell’area euromediterranea, con particolare riferimento a quelli in corso nel Vicino Oriente e nel Nordafrica. Infine il dr. Pier Paolo Sannia, antropologo del Centro Studi Gradi ha proposto un’inedita analisi riguardante le organizzazioni terroristiche islamiche (Al Qaeda, ISIS ed Hezbollah) che rappresenterebbero delle vere e proprie strutture d’intelligence al servizio degli Stati (Arabia Saudita, Iran, Turchia e Qatar) aventi la supremazia politico-ideologica dell’immatura nazione islamica. Secondo lo studioso, tutto ciò sarebbe fondamentalmente funzionale alla gestione della costituenda PCN dell’Area Islamica, citata nel primo intervento dal prof. Ceci.

Nella foto una drammatica e sconvolgente sequenza della guerra in Siria

S.I.